Come ricordava il Ministero dell’Istruzione in occasione del bilancio al termine delle iscrizioni per il 2026-2027, i numeri dell’adesione alla filiera 4+2 stanno crescendo e hanno fatto segnare in questa tornata 10.532 iscritti. Inoltre, ricordava sempre il MIM, “con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi quadriennali per l’a.s. 2026/2027, il numero totale delle istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità sale a oltre 700, di cui circa 400 attivano la filiera per la prima volta. Queste scuole si distinguono per una forte sinergia con il sistema degli ITS Academy, per i partenariati con il mondo delle imprese, la formazione professionale regionale e altri attori del territorio come CPIA, Università ed Enti di ricerca”.
L’evoluzione del percorso 4+2, non solo in termini di numeri ma anche e soprattutto di impatto, necessita ovviamente di visione, di emulazione di best practice ma anche di sostegno economico. Alla recentissima edizione di Didacta a Firenze, la Fondazione per la scuola italiana, ente non profit che promuove il diritto allo studio coinvolgendo i privati ha premiato con un contributo economico complessivo di 600mila euro, venti filiere che si sono distinte per l’innovazione nella formazione tecnico-professionale del 4+2 (sul sito è possibile consultare tutte quelle che si sono aggiudicate il riconoscimento ma anche le ulteriori dieci che Indire ha deciso di premiare con propri fondi alla luce di esperienze giudicate particolarmente significative).
Tra i criteri premiali, “le ore svolte in attività laboratoriali nelle discipline STEM o presso le imprese; il numero delle UDA (unità didattiche di apprendimento) a carattere interdisciplinare, progettate e realizzate nelle scuole; la formazione dei docenti specifica per la sperimentazione; l’implementazione del sistema di monitoraggio funzionale al miglioramento del progetto; lo sviluppo di progetti di economia circolare e di internazionalizzazione”.
La Fondazione aveva promosso il bando con il supporto scientifico dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) al fine di consentire alle filiere di incrementare gli investimenti per l’innovazione didattica, la promozione di programmi di scambio con scuole estere e il potenziamento delle attività di orientamento dei diplomati.
E la risposta c’è stata con oltre cento candidature arrivate: ad aggiudicarsi i premi, tre istituti rispettivamente in Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia; due istituti sia in Veneto che in Calabria, e ad una filiera in ciascuna delle seguenti Regioni: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Umbria, Abruzzo e Lazio.
Una trasversalità comunque interessante che più che dire qualcosa sul dove finisce soprattutto per dire qualcosa sul come.
Come sottolineato infatti da Antonella Zuccaro, ricercatrice di INDIRE “le premialità hanno riguardato filiere su tutto il territorio nazionale, secondo un denominatore comune, e cioè l’uso massiccio delle tecnologie abilitanti. Il 4+2, di fatto, non va pensata come una semplice riduzione temporale del percorso scolastico, ma di una rivoluzione metodologica che punta a trasformare gli istituti tecnici e professionali in veri “hub di innovazione”.
Sarà interessante osservare quante realtà nel prossimo futuro saranno capaci di alzarsi alle stesse altezze, posto anche che l’iniziativa punta a creare una ricaduta maggiore: se le vincitrici possono beneficiare del beneficiare del contributo economico, la diffusione delle migliori esperienze è uno degli obiettivi che si è data la Fondazione più in generale, proprio per rendere il tutto più seminale.
Come emerso dall’appuntamento fiorentino, tra le ispirazioni a cui guardare, quella ferrarese dell’IIS Luigi Einaudi che ha basato la sua esperienza sull’apprendimento esperienziale e sviluppato un modello che ha favorito una frequenza regolare, con carichi di lavoro percepiti come sostenibili dagli studenti. Al Gaslini di Genova, centrale la governance condivisa.
L’ingresso del 4+2 nel panorama delle opzioni tra cui studenti e famiglie possono scegliere ha spesso stimolato il dibattito sulla reale utilità e sulla possibilità di incidere qualitativamente allo stesso modo di un percorso regolare: di certo, innovazione organizzativa, orientamento e internazionalizzazione possono fare la differenza e legittimare un modello che ha debuttato cronologicamente da poco.
“Consideriamo il percorso 4+2 un’innovazione strategica per il sistema-Paese, per recuperare quel mismatch tra domanda e offerta di lavoro che danneggia studenti e imprese: il nostro impegno, a partire da questo premio, è trasformarla in uno standard d’eccellenza accompagnandone l’evoluzione attraverso il sostegno economico e la condivisione di best practice”, dichiara Stefano Simontacchi, presidente della Fondazione per la scuola italiana. Fondazione che annovera tra i suoi progetti proprio “la sperimentazione di un nuovo modello di formazione professionale che migliori l’integrazione tra istruzione tecnica e mondo del lavoro” come il 4+2 atteso a risultati come “innovazione di attività di formazione tecnologico-professionale, maggiore aderenza alle esigenze del mondo del lavoro, ampliamento del set di competenze anche a quelle digitali e soft”.














