Dopo la maturità

Breve guida alle opzioni post diploma, dal gap year all’ITS

Dal percorso universitario alla formazione tecnologica superiore, dal lavoro alle esperienze all’estero: una panoramica ragionata per orientarsi e progettare il proprio futuro.

La maturità non è soltanto la fine di un percorso scolastico: è l’inizio di una fase di scelte, un momento di svolta che apre immediatamente nuove domande e aspettative. Cosa fare dopo il diploma? Quali sono le strade possibili? Quale percorso intraprendere? Università, lavoro, formazione tecnica o esperienze all’estero? Le opzioni sono numerose, ma la vera sfida è orientarsi in modo consapevole, conoscendo le opportunità concrete e valutando con attenzione i propri obiettivi, interessi e risorse.

Ogni anno in Italia, circa il 65% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha almeno un diploma, ma solo il 21,6% possiede una laurea. Una fotografia utile per comprendere che, accanto al tradizionale percorso universitario, esistono molte strade percorribili. Scelte diverse, con livelli di specializzazione e inserimento occupazionale differenti, che meritano attenzione. Tra queste, il sistema ITS si sta affermando come una soluzione concreta, sempre più riconosciuta ed estremamente efficace.

Le opzioni post diploma: non solo università

Per molti diplomati, l’università rappresenta ancora la scelta più “naturale”. Un percorso formativo solido, teorico, con possibilità di specializzazione e una certa “garanzia sociale”. I dati lo confermano: secondo l’Istat, il tasso di occupazione tra i laureati si attesta all’84,3%, mentre tra i diplomati è pari al 73,3%. Il divario diventa ancora più marcato tra i giovani under 35, con un’occupazione rispettivamente del 75,4% e del 59,7%.

Tuttavia, l’università non è l’unica via. Alcuni scelgono di entrare subito nel mondo del lavoro, magari con l’intenzione di acquisire autonomia economica o fare esperienza pratica. Ma è bene sapere che questa strada, pur offrendo un ingresso immediato nel mercato, può comportare difficoltà in termini di stabilità contrattuale e crescita professionale, soprattutto in assenza di qualifiche specifiche.

C’è poi chi opta per un “gap year”: un anno sabbatico per riflettere, viaggiare, approfondire una lingua o fare volontariato. Una scelta legittima, a patto che sia ben strutturata.

Infine, cresce l’attenzione verso percorsi formativi alternativi, più brevi e orientati al lavoro, come gli ITS Academy che si rivelano un ponte diretto tra formazione e occupazione, in settori ad alta richiesta e con competenze tecniche specialistiche.

ITS: formazione breve, concreta e ben collegata al mercato

Gli Istituti Tecnologici Superiori rappresentano un’opportunità concreta per chi cerca una formazione tecnica e professionalizzante, senza rinunciare a qualità e riconoscimento ufficiale.

Si tratta di percorsi post-diploma biennali, con un forte orientamento pratico, realizzati in collaborazione con imprese, università, enti locali e istituti tecnici. Il modello si basa su:

  • un alto coinvolgimento del mondo del lavoro: oltre il 70% dei docenti proviene dalle aziende;
  • un tirocinio obbligatorio (almeno il 30% delle ore totali) all’interno di realtà produttive;
  • collaborazioni progettuali con imprese e territori, in settori strategici per l’economia italiana, come digitale, energia, turismo, mobilità, agroalimentare, meccatronica.

I numeri confermano l’efficacia del modello: secondo il Monitoraggio nazionale INDIRE 2025 (riferito ai percorsi conclusi nel 2023), l’84% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno, e il 93% lavora in ambiti coerenti con il proprio percorso di studi.

Queste performance dimostrano come gli ITS siano in grado di colmare il divario tra formazione e occupazione, avvicinandosi ai risultati dell’università, con il vantaggio aggiuntivo di una durata più breve e una formazione applicativa.

Come orientarsi: criteri per una scelta consapevole

indecisione post maturità

Scegliere dopo la maturità è un processo delicato. Non si tratta solo di individuare un corso o un’istituzione, ma di mettere a fuoco le proprie aspirazioni, capacità e prospettive. Di seguito alcuni suggerimenti pratici per orientarsi:

  1. Obiettivi professionali: meglio un approccio teorico o pratico? Si punta alla ricerca, alla progettazione, all’impresa o al lavoro operativo in azienda?
  2. Risorse personali: tempi, disponibilità economiche, desiderio di viaggiare o di inserirsi subito nel mondo del lavoro sono tutti fattori da valutare.
  3. Offerta formativa sul territorio: consultare fonti ufficiali, regionali o portali verticali e partecipare a open‑day, eventi orientativi (come Job&Orienta) o seminari locali consente di toccare con mano la proposta formativa e dialogare con chi li vive quotidianamente.
  4. Riconoscimento del titolo: i dati occupazionali sono pubblici (Indire, MIUR, portali ITS).
  5. Test d’orientamento e testimonianze: leggere interviste, parlare con ex studenti o docenti può fornire un punto di vista autentico e aiutare a chiarire dubbi o aspettative.

La maturità come trampolino di lancio

(foto: Pixabay)

Dopo la maturità si apre una fase complessa ma piena di possibilità. Ogni percorso – università, ITS, lavoro, formazione all’estero – può essere valido, se scelto con consapevolezza e motivazione. Non si tratta di trovare la soluzione “giusta” in senso assoluto, ma quella più coerente con la propria identità, le proprie passioni e gli scenari del mondo del lavoro.

Gli ITS Academy, con la loro struttura flessibile, il forte legame con le imprese e l’alto tasso di occupazione, rappresentano una delle risposte più concrete e dinamiche alle esigenze del presente. Per molti giovani, un’alternativa non secondaria, ma centrale.

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Stefania De Simone
Collaboratrice
Digital marketing specialist, copywriter e, nel tempo libero, scrittrice. Laureata in editoria e giornalismo con una spiccata passione per il mondo dello spettacolo e il giornalismo.
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