I numeri e le prospettive

Dati su iscrizioni e filiera 4+2, cosa dicono al mondo ITS

La tornata di immatricolazioni per il 2026-2027 si è conclusa: ecco i numeri divulgati dal ministero e gli aspetti più interessanti per una lettura da parte del mondo della formazione tecnologica superiore

ITS come scelta a 18 anni al termine di un percorso di formazione canonico secondario ma anche opportunità per fare reskilling o riorientare il cammino dopo una scelta universitaria imperfetta.

Le vie che portano alla formazione tecnologica superiore sono diverse ma l’obiettivo non cambia: conseguire il titolo di tecnico superiore significa aprirsi al mercato del lavoro con una formazione di terzo livello, non accademica ma basata su competenze tecnologiche e tecniche che possono rappresentare una risposta valida alle richieste delle aziende in diversi settori.

Il capitale umano in uscita da licei e istituti tecnici/professionali resta in ogni caso il primo bacino a cui guardare e da cui arriveranno i prossimi futuri iscritti ai corsi gestiti dalle Fondazioni. Ma cosa raccontano i dati relativi alle procedure di iscrizione per l’anno scolastico 2026/2027? Come indicano i dati divulgati dal Ministero dell’Istruzione e del merito, anche per l’anno scolastico 2026/2027 i Licei restano in testa alle preferenze con il 55,88% dei neoiscritti (55,99% nell’a.s. 2025/2026)” mentre “gli Istituti tecnici si attestano al 30,84% (31,32% un anno fa). Crescono gli Istituti professionali, che passano dal 12,69% al 13,28%.

Sul tema della possibilità di un maggior aggancio anche con il mondo dei licei abbiamo scritto più volte su TuttoITS e resta un discorso interessante: l’accelerazione tecnologica e una maggior consapevolezza sul cambiamento necessario, in termini di sviluppo industriale e tecnologico e di riconversione ecologica, del sistema produttivo italiano, potrebbero spingere famiglie e studenti a pensare che il mondo ITS possa rappresentare un contesto di ricaduta non così asimmetrico anche per chi viene da un liceo. Sebbene l’università resti l’approdo fisiologico, non è detto che ogni liceale sia poi “materia” da università: un ragionamento onesto sulle vere possibilità di chi esce dal “salotto buono” va fatto, perché il cambiamento del mercato del lavoro è un tema anche per chi si forma al liceo.

Più appetito per la filiera

La partita per il mondo ITS comunque si gioca ancora sulla continuità con la formazione tecnica e professionale. In quest’ottica buone notizie, almeno secondo il ministero, arrivano dalla tornata di iscrizioni in relazione ai numeri della filiera 4+2, che unisce un percorso tecnico-professionale di quattro anni a uno sbocco fisiologico (sebbene non obbligato) verso gli ITS Academy (non a caso il 2 è riferimento esplicitato al biennio duale della formazione tecnologica superiore). Come afferma il ministero, con “10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dello scorso anno“. Il dato ovviamente va interpretato: poiché l’iscrizione al percorso ITS non è obbligatoria ma solo auspicabile, non è detto che la crescita dei numeri si trasformi in un travaso di iscritti e l’idea di un percorso ridotto, con un anno in meno di fatiche e prove in classe, potrebbe far gola di per sé e al di là dell’aggancio alla formazione terziaria successiva.

Tuttavia, se i numeri crescono quanto meno penetra l’idea che un determinato itinerario formativo, come quello del 4+2, esista, e possa essere visto come orizzonte di senso da percorrere nella sua interezza, con un adeguato orientamento (i numeri italiani sulla formazione terziaria devono crescere senza se e senza ma, non è una novità). Dopotutto, come afferma il Ministero, a crescere è anche “l’offerta formativa che i diversi territori hanno voluto attivare. Con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi quadriennali per l’a.s. 2026/2027, il numero totale delle istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità sale a oltre 700, di cui circa 400 attivano la filiera per la prima volta. Queste scuole si distinguono per una forte sinergia con il sistema degli ITS Academy, per i partenariati con il mondo delle imprese, la formazione professionale regionale e altri attori del territorio come CPIA, Università ed Enti di ricerca” si legge nella nota del dicastero.

Tornando ai dati puri sulle iscrizioni, quelle ai tecnici, come detto, si attestano al 30,84% (31,32% nell’a.s. 2025/2026). Il Settore economico è all’11,78% (12,24% un anno fa), quello tecnologico al 19,06%, tra gli indirizzi del Settore tecnologico, “Informatica e Telecomunicazioni” è al 4,98% (5,35% un anno fa), “Meccanica, Meccatronica ed Energia” cresce dal 2,89% al 3,06% e “Chimica, Materiali e Biotecnologie” è al 2,34% (2,31% nel 2025/2026).

L’iscrizione ai Professionali cresce, invece, dal 12,69% al 13,28%. Tra gli indirizzi più scelti: “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera” dal 3,94% al 4,15%; “Manutenzione e Assistenza Tecnica” dall’1,78% all’1,94%; “Servizi per la Sanità e l’assistenza Sociale” dal 2,01% al 2,25%.

Occhio, infine, anche gli aspetti territoriali che confermano le Regioni con il maggior numero di iscrizioni a Licei, Istituti tecnici e Istituti professionali: per i Tecnici prevale il Veneto (39,17%) mentre l’Emilia-Romagna per i Professionali (17,80%). La connessione con il mondo ITS, come bacino di studenti da cui pescare, è forte nelle regioni dove questo sistema di formazione coglie già molti successi; su tutto il resto si può continuare a lavorare, soprattutto sull’orientamento.

Condividi questo contenuto:

tuttoits_staff
Segui l'autore:
Iscriviti alla newsletter di TuttoITS
Con l’iscrizione al servizio dichiaro di accettare le Informazioni sulla Privacy.