La stagione 2026-2028

Il 2026 degli Istituti Tecnologici Superiori

Gli ITS Academy affrontano la propria fase matura, con il primo triennio post-PNRR e 265 milioni di euro di finanziamento fino al 2028. Un percorso di affermazione ancora in divenire ma con una crescita continua, anche con l'ascesa dei percorsi 4+2

Negli ultimi anni gli Istituti Tecnologici Superiori – ITS Academy hanno accresciuto il proprio ruolo strutturale nell’ecosistema educativo e produttivo italiano, grazie a tassi di occupazione elevati, un forte collegamento con le imprese e un riconoscimento crescente da parte delle istituzioni nazionali, come abbiamo raccontato qui su TuttoITS negli ultimi quattro anni. Il 2026 è, da diversi punti di vista, un momento d’ingresso in una nuova fase più matura, in cui gli ITS sono chiamati trasformare i successi del passato in una governance più stabile, un’offerta formativa meno frammentata e una maggiore chiarezza per studenti, famiglie e aziende.​ Mettendo insieme competenze, attrattività, buona comunicazione ed efficacia misurabile.

Un triennio di investimenti e nuovi modelli

Il triennio 2026-2028 vede gli ITS Academy protagonisti della nuova filiera formativa tecnologico-professionale, con il cosiddetto modello 4+2, che prevede un percorso di quattro anni di formazione tecnica seguito da due anni di specializzazione avanzata. Il finanziamento pubblico sale a 265 milioni di euro complessivi: 100 milioni di euro nel 2026 (di ricente rivisti al rialzo, rispetto alla prima ipotesi di 51 milioni), per poi stabilizzarsi a 82 milioni sia nel 2027 sia nel 2028. Questi investimenti non sono solo una boccata di ossigeno, ma una sfida a consolidare il modello, a garantire qualità e coerenza nei percorsi e a rispondere ai fabbisogni di un mercato del lavoro in rapida evoluzione.

Orientamento e matching con il lavoro

Uno dei nodi chiave del 2026 sarà l’orientamento. Ragazze e ragazzi, con le loro famiglie, conoscono mediamente poco che cosa sia davvero un ITS, quali percorsi offra e quali opportunità professionali apra, nonostante il lavoro di informazione svolto da realtà come Rete ITS Italy e, per propria vocazione, da un newsbrand come TuttoITS. Diventa quindi centrale la capacità di raccontare in modo chiaro profili, competenze e sbocchi occupazionali, evitando slogan e puntando su dati, testimonianze e storie di percorsi concreti.

Allo stesso tempo, la buona salute degli ITS nel 2026 dipenderà dal loro allineamento con i fabbisogni reali delle imprese, in particolare nei settori che stanno vivendo una trasformazione profonda: transizione energetica, digitale, mobilità sostenibile, salute, agroalimentare avanzato. La sfida non è solo formare tecnici altamente specializzati, ma figure capaci di aggiornarsi nel tempo, leggere i cambiamenti tecnologici e muoversi in contesti produttivi sempre più ibridi.

Nuove tecnologie e competenze per i territori

Un altro fronte decisivo è l’impatto delle tecnologie emergenti: intelligenza artificiale, automazione avanzata, data analytics, cybersicurezza, ma anche manifattura 4.0 e soluzioni per la sostenibilità ambientale. Il 2026 sarà un banco di prova per capire quanto rapidamente gli ITS sapranno integrare questi contenuti nei curricula, nei laboratori, nei project work condivisi con le aziende.​ Questo richiede non solo investimenti in attrezzature e docenze, ma anche un ripensamento dei metodi didattici: didattica per progetti, collaborazione interdisciplinare, utilizzo consapevole delle tecnologie digitali in aula e in laboratorio. L’obiettivo è far sì che gli studenti non siano solo utilizzatori di strumenti, ma co-protagonisti di processi di innovazione.

Un’altra sfida aperta è l’allargamento dei pubblici: non solo neodiplomati, ma anche giovani che hanno interrotto percorsi universitari, lavoratori che devono riqualificarsi, persone che cercano una seconda opportunità professionale in filiere innovative. In questo senso, il 2026 potrà misurare quanto gli ITS saranno in grado di dialogare con le politiche attive del lavoro e con gli strumenti di formazione continua, evitando sovrapposizioni e costruendo sinergie reali.

Verso l’età della maturità di sistema?

Per gli ITS, il 2026 non sarà solo un altro anno formativo, ma un passaggio di assestamento dopo una fase di forte espansione e di grande attenzione mediatica. Sarà il momento per chiarire la propria identità nel sistema formativo, definire meglio ruoli e confini rispetto a scuola, università, formazione professionale e imprese, e, soprattutto, continuare a dimostrare con i fatti – occupazione, qualità del lavoro, soddisfazione delle aziende e degli studenti – il valore del proprio modello.

Se questo accadrà, quando a fine anno – o a fine triennio, ossia dopo il 2028 – si guarderà indietro, la seconda metà degli anni Venti potrà essere ricordata come il periodo in cui gli Istituti Tecnologici Superiori sono passati da promessa a infrastruttura stabile del futuro produttivo del nostro Paese.


Qualche riga per dire grazie

La fine dell’anno è un’occasione anche per ringraziare di cuore chi, nel corso del 2025, ha permesso a TuttoITS di continuare a fare cultura e informazione sugli Istituti Tecnologici Superiori. In ordine sparso, Maria Rosaria Iovinella, Ilaria Bettinelli, Priscilla Maganuco, Emma Gardi, Riccardo Liguori, Giulia Annovi, Stefania De Simone, Francesca Trinchini, Elena Barosso, Matilde Marangoni, Riccardo Pieroni, Giorgio Fochesato e tutto il team del nostro editore, Gruppo Athesis. Ancora, i partner che hanno sostenuto il progetto, dalle aziende alle Fondazioni ITS, e poi i grandi eventi che con TuttoITS hanno creato una sinergia: SPS a Parma, Punto di incontro a Pordenone, GiovedìScienza a Torino, Job&Orienta a Verona, GrUSP e Didacta. E buon 2026 a tutto il mondo ITS.

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Gianluca Dotti
Coordinatore editoriale TuttoITS
Giornalista e fisico, specializzato in tecnologia, scienza e imprese innovative. Coordinatore editoriale di TuttoITS.
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