Quale futuro per la scuola e il lavoro nell’era del PNRR? E come trasformare ingenti risorse economiche in competenze reali per i giovani? Sono state queste le domande al centro del dibattito svolto il 22 settembre a Bari nei laboratori tecnologici dell’ITS Academy Apulia Digital. L’incontro “Dalla Teoria alla Pratica. Fondi, progetti e opportunità” ha messo attorno allo stesso tavolo i protagonisti della filiera formativa pugliese: istituzioni, scuole, operatori e colossi tecnologici come META e Hevolus, in un confronto promosso insieme a Rete ITS Italy.
Una filiera integrata tra scuola e impresa
Il punto di partenza, come ha sottolineato Euclide Della Vista, presidente della Fondazione Apulia Digital, è una sfida non più rimandabile: l’attuazione della riforma della filiera tecnico-professionale. Una riforma che investe gli ITS Academy di un ruolo strategico, chiamandoli a fungere da cerniera tra il sistema educativo e le dinamiche del mercato. Non si tratta solo di formare tecnici, ma di plasmare i professionisti che dovranno governare l’innovazione.
Su questo terreno si è mosso l’intervento di Elisabetta Giustini, consulente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha definito il cambiamento in atto un “passaggio epocale”. Al di là dei tecnicismi, come il modello 4+2, il cuore della trasformazione risiede, secondo la Giustini, in un nuovo approccio metodologico. Si punta a una “visione ecosistemica”, in cui la formazione esce dalle aule per dialogare costantemente con il tessuto produttivo, rendendo l’esperienza sul campo una componente strutturale del percorso di studi.
Un appello raccolto dall’assessore regionale alla Formazione e Lavoro, Sebastiano Leo, che ha richiamato le istituzioni scolastiche a una presa di coscienza. “Affrontare con impegno ed entusiasmo le sfide dell’innovazione – ha dichiarato Leo – è oggi un imperativo per la competitività del territorio e per garantire ai nostri studenti un futuro professionale solido”. La posta in gioco è alta: formare giovani con competenze spendibili in un contesto globale in continua e rapida mutazione.
Obiettivo lavoro: così la didattica immersiva allinea le competenze al mercato
Ma la riforma, da sola, non basta. La vera discontinuità è rappresentata dall’integrazione di nuove tecnologie nel processo di apprendimento. Durante l’evento, un focus specifico è stato dedicato agli strumenti di realtà estesa (XR), virtuale (VR) e mista (MR). Le soluzioni tecnologiche, illustrate da Nico Cinefra di META, non sono state presentate come semplici gadget, ma come strumenti per personalizzare la didattica, renderla più inclusiva e superare i limiti fisici tradizionali. Il messaggio chiave, tuttavia, è stato che la tecnologia deve rimanere un mezzo, non il fine: la centralità del docente e della “comunità educante” non è in discussione.
Per passare dalle parole ai fatti, una sessione pratica guidata da Elisabetta Porta di Hevolus ha mostrato ai presenti le applicazioni concrete di queste tecnologie, dalla simulazione di processi lavorativi complessi alla prototipazione virtuale.
Come indicato da Eleonora Rocca, manager di META, ha riassunto il senso dell’iniziativa, andando oltre la singola azienda: l’obiettivo è creare un ecosistema in cui il digitale arricchisce e potenzia l’esperienza formativa, senza sostituirla. L’evento di Bari, quindi, sembra voler confermare che solo la sinergia reale tra scuola, istituzioni e imprese tecnologiche può trasformare la grande opportunità del PNRR in un concreto motore di sviluppo per i giovani e per il territorio.













