L’evento “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, organizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con Fondazione VITA Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita e di scena a Firenze il 22 aprile (ne abbiamo scritto qui), ha confermato che per chi ambisce a lavorare nel comparto delle biotecnologie ci sono margini importanti ma è anche fondamentale comprendere quali sono le skill che premieranno quest’ambizione.
L’evento ha avvicinato al valore delle biotecnologie e alle opportunità professionali offerte dal settore un target, quello di universitari e studenti ITS, destinato a fare la differenza nei prossimi anni pur con la specificità delle rispettive competenze. E se nel caso degli Istituti tecnologici superiori la territorialità delle imprese e gli sbocchi immediati è spesso uno dei motivi per cui i diplomati prendono in considerazione la scelta di una formazione terziaria non accademica, l’appuntamento ha accesso un focus anche sui numeri numeri del comparto in Toscana. Un focus regionale è stato quindi declinato per i presenti, anche grazie ai numeri del report “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend” realizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano (presentato nella sessione plenaria).
Quali sono i dati regionali che chi si approccia alla formazione terziaria farebbe bene a conoscere? Si parla di 663 imprese, pari all’11% del totale italiano, con una forte prevalenza dell’area agroalimentare e zootecnica (81%), seguita da industria e ambiente (16%) e biomedico e sanitario (4%); sono 728,8 i milioni di euro di investimenti in capitale umano mentre 3,7 miliardi di euro è il fatturato (7% del totale nazionale) di cui quasi il 50% generato dall’area biomedico e sanitaria.

Nel “Biotech Village” della manifestazione, un’area dedicata all’incontro tra giovani e imprese, è stato popolato da circa 250 studenti di Università e ITS che hanno potuto confrontarsi con le aziende del comparto, scoprire i i profili professionali più richiesti e comprendere che con le giuste visioni il lavoro nell’ambito biotech può portare anche a fondare nuove imprese.
La collaborazione tra Università, ITS e Industria Biotech sarà decisiva per valorizzare il capitale umano e orientarlo al meglio. Come sottolineato da Andrea Paolini, Consiglio di Presidenza Assobiotec-Federchimica e Presidente di Fondazione Vita ITS Nuove Tecnologie della Vita, “in un contesto di grandi progressi tecnologici e di continua evoluzione del settore biotech, assistiamo a una trasformazione profonda delle competenze richieste, con una crescente difficoltà da parte delle imprese nel reperire profili adeguati. Una recente indagine sui trend occupazionali delle professioni del settore biotech italiano, condotto da EY, ha messo in evidenza come nel medio periodo la domanda di lavoro sarà in crescita per circa il 61% delle professioni del settore biotech e che per oltre il 60% di queste si stima anche un aumento delle difficoltà di reperimento di profili da parte delle imprese. Per prepararsi al meglio al futuro è quindi fondamentale rafforzare il dialogo tra imprese, Università e ITS, promuovendo una maggiore integrazione tra formazione teorica e pratica. Iniziative come Biotech Future rappresentano un esempio virtuoso e un’opportunità concreta per contribuire alla crescita socio-economica del Paese e avvicinare i giovani alle carriere nelle scienze della vita aiutandoli a orientare il loro futuro.”
Un accordo per monitorare i fabbisogni
E proprio nella logica di rafforzare il legame tra sistema formativo e tessuto produttivo nazionale, arriva la positiva notizia di un accordo per lo sviluppo di progetti di formazione tra Federchimica, Federazione Nazionale dell’Industria Chimica, e le Fondazioni ITS Academy dell’area Chimica e Nuove Tecnologie della Vita. Sarà attivato, come si apprende, “un canale di comunicazione costante tra ITS Academy e imprese, per monitorare i fabbisogni formativi”, un aspetto essenziale per rendere allineate le competenze professionisti che puntano a lavorare negli ambiti chimico, farmaceutico e biotecnologico.
Sono diverse, come si apprende, le Fondazioni ITS Academy dell’area Chimica e Nuove Tecnologie che hanno aderito all’iniziativa, annunciata il 22 aprile a Firenze: dalla Lombardia alla Puglia, passando per Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria e Sicilia.
“Questo accordo rappresenta un passo significativo per valorizzare il talento dei nostri giovani e garantire alle imprese le competenze d’eccellenza necessarie per affrontare con successo la transizione tecnologica e ambientale. Sostenere con convinzione gli ITS Academy significa investire nel futuro e nella competitività, consolidando un ponte solido tra i banchi di scuola e il mondo industriale, capace di offrire prospettive occupazionali concrete, stabili e di alta qualità” ha commentato Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica.














