Formazione terziaria

Quanto sono cresciuti gli ITS in dieci anni (in Italia e in Lombardia)

Lo rivelano i numeri del nuovo Rapporto dell’Osservatorio Mheo dedicato al rapporto tra istruzione terziaria e sistema economico, che guardano all'Italia e alla Lombardia. Tuttavia, pesano ancora dimensioni contenute e mancata risposta alle esigenze di mercato

Negli ultimi dieci anni, l’istruzione terziaria italiana ha registrato una crescita significativa, garantita non solo dalle Università, ma anche dagli Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e dagli ITS Academy. Questi, attraverso una formazione artistica e tecnologica, si distinguono con numeri rilevanti soprattutto in Lombardia.

ITS Academy: crescita record. Ma si può ancora migliorare.

Come indicano i numeri della nuova edizione del Rapporto dell’Osservatorio Mheo, il numero di iscritti agli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori) in Italia sia aumentato del 528% tra l’anno accademico 2012/2013 e 2022/2023, passando da 1.882 a 11.834. In Lombardia l’incremento è risultato ancora più marcato: da 216 a 2.776 iscritti, con una crescita, nello stesso periodo, del 1.185%. Un dato, questo, che riflette il ruolo centrale che ricopre questo territorio nel panorama formativo nazionale, visto che vi si concentra il 17% delle fondazioni ITS italiane attive.

Il punto di forza degli ITS Academy risiede nel legame con il mondo delle aziende: il 79,8% dei docenti proviene direttamente dalle imprese, e il 45,4% dei partner delle fondazioni ITS sono aziende o associazioni di imprese. Non deve sorprendere, quindi, che i diplomati negli ITS abbiano tassi di occupazione più alti e stipendi mensili superiori del 6% rispetto ai coetanei con il solo diploma di scuola superiore. Inoltre, il 38% dei corsi ITS è incentrato sul tema del digitale e dei servizi alle imprese, dimostrando un interesse verso quei settori contraddistinti da una maggiore dinamicità del mercato del lavoro. Tuttavia, nonostante i risultati positivi, il sistema degli ITS ha ancora dimensioni contenute rispetto al fabbisogno del mercato. Occorre quindi potenziare il sistema di finanziamento e rafforzare la comunicazione sull’offerta formativa, così da migliorare visibilità e accessibilità.

Gli AFAM: una ricchezza tra arte e cultura

Anche i percorsi Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) registrano una netta crescita: si assiste a un aumento del 75,4% di iscritti in dieci anni e, a livello lombardo, del 65,2%. Lombardia e Milano risultano tra i centri più specializzati di tutto il sistema nazionale artistico e culturale, e proprio a Milano si concentra un polo di eccellenza: qui studia il 19% degli iscritti AFAM italiani, e l’89,5% degli istituti è privato o non statale.

Sono l’approccio laboratoriale, la presenza di docenti attivi nel mercato e la forte attrattività per studenti internazionali a rendere gli AFAM un modello formativo che si distingue.

“Milano e la Lombardia ospitano un sistema di Istruzione Terziario forte. I dati ci confermano che è importante aumentare la consapevolezza di questa ricchezza culturale e che le istituzioni rafforzino la collaborazione e le partnership tra enti e imprese, su base territoriale, così da rendere sempre più riconoscibile questa eccellenza e potenziare le opportunità di occupazione per gli studenti”, sottolinea Matteo Turri, responsabile scientifico dell’Osservatorio MHEO.

“Lo stretto rapporto con le aziende nella definizione dei percorsi di formazione e nel coinvolgimento in aula dei professionisti in veste di docenti sta garantendo alta occupabilità a chi frequenta AFAM e ITS Academy”, sintetizza Gabriele Ballarino, docente del Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università Statale di Milano e responsabile del quarto rapporto MHEO.

Nuove interazioni: università e aziende

Per quanto sussista un divario rispetto alla media europea, la crescita di ITS Academy e AFAM è stata costante e più marcata rispetto a quella registrata per le università dove, negli stessi anni, si è vista una crescita appena del 24,1% a livello nazionale, e del 30,3% a livello lombardo.

Nonostante ciò, anche l’università lombarda mostra un’interazione sempre più forte con le imprese, attraverso Comitati di Indirizzo universitari in cui sono proprio le aziende a essere protagoniste, seguite da associazioni di categoria, ordini professionali e istituzioni pubbliche, e questo vale anche per le aree disciplinari umanistiche.

Verso un impatto significativo

“Il Quarto Rapporto MHEO mette in luce come una formazione orientata ai bisogni delle aziende da parte di ITS Academy, AFAM e Università sia vincente per gli studenti in termini di occupabilità – conlude Gabriele Secol, Partner di Deloitte Officine Innovazione. I dati e le evidenze presentate dal Rapporto ci mostrano come questo sistema virtuoso deve crescere dimensionalmente e coinvolgere più imprese per avere un impatto significativo a livello nazionale.”

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Elena Barosso
Collaboratrice
Editor per Alpha Test (Milano). Laureata in Ingegneria meccanica e Bioingegneria (Padova) e allieva del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico" della Sissa (Trieste).
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