contenuto pubblicato su Univercity del 15 settembre 2026
a cura di tuttoits.staff
Per i diversi attori dell’ecosistema veneto della formazione tecnologica superiore (studenti, Fondazioni e imprese) un nuovo biennio è alle porte. Aspettative e sfide non mancano ma qualche interessante suggerimento per fare bene, anche e soprattutto in prospettiva, arriva dal report “Le ricadute dell’ITS sui percorsi professionali degli ex-studenti”.
Nel 2025, l’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, in collaborazione con la Regione e con il coinvolgimento delle Fondazioni ITS Academy, aveva lanciato un’indagine con l’obiettivo di approfondire le ricadute dei percorsi ITS sul mondo del lavoro e sulle carriere degli studenti, sondando ex frequentanti dei corsi attivati nel tempo sul territorio regionale.
I risultati dell’indagine, una survey (curata da IZI spa) su oltre 2.000 ex-studenti che include anche focus group con imprese e Fondazioni, sono stati pubblicati online lo scorso agosto e mettono in risalto più aspetti sui cui riflettere.
Gli studenti che entreranno nelle Academy in autunno, o nei futuri bienni, possono confidare sul sentiment degli ex frequentanti: l’indagine, che sonda fino a oltre cinque anni dal diploma, conferma tassi di soddisfazione alti per l’ITS come facilitatore di inserimento e come veicolo di acquisizione di skill, tecniche e trasversali (le valutazioni, tra il 6,5 e il 7 su varie dimensioni, aumentano nel tempo, a riprova di un riconoscimento a carriera consolidata). A favorire la soddisfazione, stabilità e sicurezza della professione (voto medio 8,1) ma anche responsabilità e autonomia sul lavoro (8,0). Inoltre, la capacità di creare un impatto sulle aziende, grazie a competenze aggiornate e modalità operative ibride, rende i tecnici superiori protagonisti di un cambiamento più vasto e profondo di cui hanno bisogno le pmi italiane.
In fondo al biennio, però, bisogna arrivarci per toccare con mano il fattore differenziale dell’ITS come boost iniziale e non solo (possesso del titolo formale e allineamento tra skill e mansioni incidono su stabilità e sviluppi professionali, ndr). Inoltre, tra chi ha abbandonato il corso “la proporzione di impiego a tempo indeterminato è meno elevata rispetto agli altri, salvo per chi ha conseguito il diploma da un anno” (il determinato è spesso usato per un primo ingresso).
A generare ricadute sui percorsi professionali anche fattori esterni, come contatti professionali, andamento del settore lavorativo, competenze tecniche acquisite all’esterno.
Alle Fondazioni si suggerisce di “potenziare gli strumenti di accompagnamento che facilitino la prosecuzione o, quando possibile il cambio di indirizzo”, per evitare la dispersione delle competenze acquisite, tanto più laddove tra i motivi dell’abbandono figura non l’insoddisfazione dell’offerta ma un riallineamento degli obiettivi formativi.
Importante anche intercettare il bisogno degli ex studenti di essere seguiti non solo nel primo step ma nell’arco della traiettoria professionale. I settori cambiano più velocemente che in passato e anche le necessità di aggiornamento diventano più pressanti: le Fondazioni potrebbero ambire a diventare degli hub per la formazione continua, e in particolare luoghi dove si anticipano le competenze, non limitandosi ad assecondare quelle esistenti.
E le imprese? Riconoscono che grazie ai “new collar” giovani e tecnicamente aggiornati anche i professionisti senior e le dinamiche collaborative dei team subiscono una buona influenza. Le medio-grandi riescono subito a valorizzare il know-how degli studenti per ripensare segmenti e funzioni aziendali. Nel piccolo, il rischio è di vedere una limitata capacità di impatto, anche a causa di lavori, talora, più frammentati e stagionali. Occhio, infine, a non perdere questa opportunità di evoluzione trattando gli studenti in tirocinio o apprendistato come forza lavoro a basso costo, puntando più sul tema produttivo che quello formativo. Il rischio è di demotivare la risorsa ma anche di fallire una preziosa chance di apprendimento organizzativa.














