Fermento nel mondo della formazione tecnologica superiore in chiave artificial intelligence. Lo confermano gli annunci che arrivano dai diversi contesti in cui l’offerta ITS è presente.
Fresco esempio, la notizia del via a ottobre, presso la Fondazione ITS Academy Lazio Digital di
Roma, del percorso formativo nuovo di zecca “Microsoft AI Architect & Agentic Developer”, che nasce con un accordo di collaborazione nazionale tra l’Associazione Rete ITS ITALIA ed EY Foundation, ente filantropico del Terzo settore del network di EY.
Obiettivo del corso, che vede EY e Microsoft Italia mettere a disposizione i propri esperti in qualità di docenti per i moduli specialistici, la formazione di Tecnici Superiore per lo sviluppo di soluzioni AI & Cloud su piattaforme Microsoft (livello EQF 5), in grado quindi di sviluppare e governare soluzioni di Intelligenza Artificiale “sull’intero stack Microsoft Azure, con sbocchi professionali come Azure AI Engineer, Copilot Developer, Cloud Solutions Architect e specialista LLMOps”.
Prenderà il via con il prossimo anno accademico anche la collaborazione tra Regione Lombardia e Google for Education per portare l’Intelligenza Artificiale negli ITS lombardi e rafforzare le competenze digitali di docenti e studenti.
Doppio binario, quindi, per esigenze diverse: “Train the Trainer” per creare competenze interne che rendano più fluido e pianificabile l’utilizzo dell’IA nei percorsi didattici; mentre gli allievi, grazie all’accesso alla Gemini Academy, il programma di Google for Education dedicato all’Intelligenza Artificiale, potranno ottenere certificazioni riconosciute.
Ma formazione e certificazioni non sono tutto, sebbene siano fondamentali in un mercato come quello italiano e continentale. Come sottolineato infatti da Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di
EY Italia, “un recente studio EY mostra che l’offerta formativa terziaria, accademica e non, nei
principali Paesi europei riesce a coprire meno del 40% della domanda di competenze legate all’IA nei
settori strategici, con un gap particolarmente rilevante nelle aree tecniche”.
Quando si tratta di AI, anche i temi etici e giuridici diventano essenziale e come evidenziato da Roberto Sella, coordinatore della Rete ITS Lombardia, l’obiettivo è formare professionisti capaci di utilizzare i tool in modo consapevole, responsabile e complementare al lavoro umano.
Attraverso partnership con quelli che sono di fatti i player più rilevanti del mercato, anche il mondo della formazione tecnologica superiore prova a rispondere a una trasformazione che è in atto ma che, come altre, va compresa anche rispetto all’orizzonte attuale dell’impresa italiana.
Come emergeva dal rapporto “L’IA nel mercato del lavoro italiano – Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”, e come sottolineato al momento del lancio dal rapporto da parte di Anitec-Assinform, “il mercato del lavoro italiano si trova ancora in una fase precedente, legata a una trasformazione digitale dei processi produttivi ancora incompleta”.
Nel 2025, secondo le stime della stessa organizzazione, “il mercato italiano vale già 1,24 miliardi di euro, in crescita del 33% rispetto ai 935 milioni del 2024 e con proiezioni da oltre 2,5 miliardi entro il 2028”. Cresce anche, come confermato da dati Istat, l’adozione nelle imprese: “la quota di queste ultime ad utilizzare almeno una soluzione di IA è più che raddoppiata tra 2024 e 2025 passando dall’8 al 16,4%”. E però, “resta tuttavia incerto l’impatto occupazionale. Le stime disponibili indicano un’esposizione significativa per le professioni più routinarie, ma ancora poche evidenze causali”.
In altre parole, come sottolineato dal Presidente di Anitec-Assinform Massimo Dal Checco, “sui mercati del lavoro più avanzati gli effetti dell’IA si vedono già. In Italia abbiamo ancora una finestra temporale per capire il fenomeno e costruire una strategia“. Temi e dati su cui deve riflettere anche per il mondo ITS, che deve formare profili spendibili e coerenti.














