Competenze richieste

ITS, per rispondere alla domanda ICT serve appeal largo e orientamento

I dati più recenti sui fabbisogni delle imprese confermano che la domanda si fa più matura ma continua ad essere robusta. Ecco perché conta attirare anche chi ha trascorsi di studio diversi, meglio con un avviamento che sia anche esperienziale e basato sullo skill assessment

I dati recentissimi dell’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025, realizzato dalle principali associazioni nazionali rappresentative del settore ICT, presentati lo scorso novembre nell’ambito dell’evento “L’Italia Delle Nuove Competenze: innovazione, lavoro e futuro”, confermavano l’assoluto bisogno di ingressi freschi nel mercato per rispondere alla domanda delle imprese. Ma, al tempo stesso, confermavano il ritardo italiano in Europa. Servirebbero subito 236mila professionisti tech in più per stare al passo degli altri paesi.

Non si è più in una fase di aumento sostenuto, ma la domanda resta importante se, come si leggeva, “tra gennaio 2024 e settembre 2025 sono stati pubblicati oltre 222 mila annunci di lavoro per professioni ICT su LinkedIn”. Richiestissimi restano gli sviluppatori software, con 14mila annunci mappati, a cui fanno seguito i circa 9mila annunci per IT Project Manager e Software Engineer.

Ma l’aspetto interessante a cui guardare è la trasformazione della domanda, che risente inevitabilmente dell’ascesa dell’intelligenza artificiale e in particolare di quella generativa. Infatti, indicava Anitec-Assinform, “tra le prime dieci skill con la crescita più rapida negli annunci ICT (gennaio–settembre 2024 vs gennaio–settembre 2025) compare, infatti, il Prompt Engineering (+112%), segno dell’evoluzione del mercato verso competenze legate all’introduzione dell’IA nei processi aziendali. Allo stesso tempo, aumenta significativamente l’attenzione per le figure impegnate nella cyber-sicurezza. Gli annunci per Cybersecurity Engineer hanno registrato un incremento del 70% nel numero di annunci analizzati nel periodo”.

Anche il mondo della formazione deve fare la sua parte per rispondere ai mutati bisogni. Fenomeno che si osserva in ambito accademico, dove sono aumentati “i corsi dedicati esplicitamente alla formazione di queste competenze” che erano 670 nell’a.a. 15/16 e 850 nell’anno accademico 24/25. Tuttavia, si legge ancora, “la crescita dell’offerta si conferma lenta. Dei 161 nuovi corsi approvati dall’ANVUR per l’anno accademico 2025/26, solo il 12% riguarda materie ICT”.

E il mondo della formazione tecnologica superiore?

Nel 2023 – ultimo anno per cui sono disponibili i dati del monitoraggio INDIRE – “i percorsi dedicati alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione sono aumentati del 40%, portando l’area ICT a diventare la seconda per numero di percorsi offerti dopo “Nuove Tecnologie per il Made in Italy”Conseguentemente, sono aumentate nel periodo le domande di iscrizione a questi percorsi, cresciute del 58% rispetto all’anno precedente, e le iscrizioni effettive (+37%)“.

Tuttavia, i livelli ancora contenuti di diplomati nell’ambito della formazione tecnologica superiore costituisce di fatto un problema rispetto a una domanda che resta ingente.

Decisivo, sarà anche il tema dell’orientamento, fondamentale per valorizzare le opportunità dei percorsi tecnici e professionalizzanti come volano per andare incontro a professionisti richieste anche senza passare dall’accademia. Inoltre, abbracciare il mondo dell’ICT richiede uno sguardo più lungo rispetto anche al percorso di provenienza.

Molto interessante, in questo senso, un dato che emerge dalle iscrizioni dell’ITS Academy Angelo Rizzoli, secondo cui “il 55 per cento del totale degli studenti non proviene da un percorso legato alle materie ICT”. L’Istituto cita anche il caso di Ludovica, studentessa della facoltà di Filosofia, che ha deciso di arricchire il proprio percorso iscrivendosi al corso di AI & Machine Learning Specialist dell’ITS di Rizzoli.

La studentessa non ha trovato in ambito accademico quell’approfondimento tecnico sull’AI che, nel contesto del suo corso di laurea era più tarato, logicamente, sull’impatto sociale. Pensando in una logica più di carriera, ha deciso allora di arricchire le competenze con un corso verticale, per una visione più pratica e concreta del coding e dell’Artificial Intelligence, al fine di implementare strategie e soluzioni innovative. Tuttavia, nessun abbandono della precedente inclinazioni perchè si resta pur sempre in un campo in un certo senso analitico e l’ITS viene quindi visto come “spinta a un rinnovamento personale, sia come una rivitalizzazione di una carriera quasi bloccata”.

Vicenda emblematica quella della studentessa citata dall’ITS Academy Rizzoli che dimostra come la risposta alla domanda ICT potrebbe venire anche da una cresciuta consapevolezza dell’accessibilità a questa formazione anche da parte di chi, come detto, non proviene da un percorso di formazione secondaria o accademica strettamente coerente.

Più in generale, per lavori con competenze e task molto verticali, l’orientamento stesso deve essere presentarsi concreto e poco teorico. In quest’ottica, lo stesso ITS Academy Rizzoli, ha lanciato percorsi di orientamento basati su workshop pratici, test di skill assessment e momenti di confronto diretto con professionisti del settore ICT.  L’iniziativa ITSAR Skill Check – Scopri, misura, potenzia le tue competenze per il futuro chiama in causa soggetti di età compresa tra 20 e i 25 anni che vogliono esplorare il proprio potenziale e comprendere quanto le proprie competenze – tecniche e trasversali – siano in linea con i nuovi profili richiesti dalla twin transition, digitale e green.

Il prossimo appuntamento con ITSAR Skill Check è di scena il 18 dicembre.

Condividi questo contenuto:

Redazione
Redazione TuttoITS
TuttoITS è il primo newsbrand sugli ITS in Italia.
Iscriviti alla newsletter di TuttoITS
Con l’iscrizione al servizio dichiaro di accettare le Informazioni sulla Privacy.