In Italia c’è bisogno di competenze sul fronte cybersecurity, anche solo perché, come confermava il più recente rapporto Clusit, il nostro Paese “continua a rappresentare un bersaglio preferenziale per diverse categorie di attaccanti“ e “le minacce cyber hanno ormai assunto una dimensione di rischio esistenziale per la maggior parte delle organizzazioni, a prescindere dal loro campo di attività e dalla loro dimensione”.
Inoltre, i dati sul 2025, anno in cui sono avvenuti il 35% del totale degli oltre 1430 incidenti avvenuti tra il 2021 e l’anno scorso, rivelano di nuovo una crescita rispetto al valore dei due anni precedenti, con 507 occorrenze rispetto a un ammontare precedente intorno ai 300 eventi.
Insomma, non sono bei numeri ed è chiaro che bisogna passare al contrattacco. Una nuova generazione di professionisti però si sta formando, compresi quelli del mondo ITS che hanno preso parte alla finale nazionale di ITSCyberGame 2026, di scena a Padova a marzo, dal 26 al 28. La competizione ha archiviato prima una fase online a classifica, per poi procedere alla fase finale in presenza (con 17 squadre partecipanti). TuttoITS – il primo newsbrand sugli ITS in Italia- è stato per la seconda volta media partner dell’evento.
Titoli, la spuntano Piemonte e Lazio
Il campionato italiano di cybersicurezza rivolto a coloro che si formano a un livello terziario superiore ha ancora una volta messo alla prova gli studenti che hanno potuto confrontarsi su un mix di esercizi avanzati di cybersicurezza (tra questi analisi delle vulnerabilità, penetration testing, digital forensics e gestione di incidenti informatici) nell’ambito di scenari realistici.
Nella competizione a squadre, ha prevalso Star1 – ITS ICT Piemonte, seguiti da b1s4m3_b4s4m3 (secondi classificati) e dai root@ITSCYBERGAME (terzi classificati), degli ITS Digital Academy Mario Volpato e ITS Alto Adriatico.
Inoltre, la seconda edizione ha visto anche lo svolgimento di un campionato individuale con ben 80 partecipanti vinto da Carmelo Occhipinti dell’ITS ICT Academy di Roma, seguito da Leonardo Gallon dell’ITS Alto Adriatico, Anouar Naouri dell’ITS Umbria Academy e Lorenzo Ganis dell’ITS Alto Adriatico.
Ma non sono mancati altri riconoscimenti, come quelli Web Network Master di Generali al team Brownsinters (ITS ICT Piemonte) e Matteo Franzo (ITS Alto Adriatico), e Crypto Master di Terranova Software a Power Regex (ITS ICT Academy) e Leonardo Gallon (ITS Alto Adriatico).
L’iniziativa organizzata dal CINI Cybersecurity National Lab e Edulife Impresa Sociale ha ancora una volta destato l’interesse dei numerosi istituti che offrono didattica duale in materia, sebbene diverse regioni manchino ancora all’appello (tra le partecipanti Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto).
Gli studenti che hanno preso parte all’evento hanno potuto cogliere le opportunità che ITSCyberGame offre a vari livelli: lo sviluppo e il raffinamento di competenze tecniche ma anche l’accesso a un’esperienza competitiva, che crea un ingaggio importante sia individuale che collettivo. E poi, elemento di grande interesse per chi si forma in ITS, la connessione con aziende e organizzazioni importanti del settore digitale e informatico.
Fare la differenza per il Paese
Lavorare in queste realtà può rappresentare senza dubbio un elemento di grande stimolo per chi ha scelto questo indirizzo nell’ambito della formazione tecnologica superiore ma ci sono orizzonti più larghi a cui guardare come quelli sottolineati da Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che ha ricordato come i partecipanti “non stanno soltanto imparando una professione: stanno dando forma, competenza dopo competenza, alla futura architettura della cybersicurezza italiana. Per questo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sostiene con convinzione questa iniziativa: perché sappiamo che il vero scudo digitale del Paese non si improvvisa, ma si costruisce oggi, nelle aule, nei laboratori e nelle sfide che mettono alla prova talento, preparazione e visione. La carenza di professionisti cyber è ormai allarmante — si stima che in Italia ne manchino circa 100.000 e non possiamo permetterci ritardi, mentre una parte sempre più decisiva della nostra vita individuale e collettiva si svolge nel dominio digitale”.
Le parole di Ciardi possono far riflettere anche coloro che credono che solo con l’istruzione di ambito accademico si possa ambire a lavorare per partecipare alla citata architettura della cybersicurezza italiana. E invece, come il torneo dimostra, anche il mondo ITS deve e può dare il suo apporto a questo tema strategico per la vita del Paese.
Verso un’altra edizione
L’edizione 2026 va dunque in archivio ma, come sottolineato da Antonio Faccioli, Coordinatore di ITSCyberGame “la cosa più bella è stato il feedback di tutor e studenti che ci riempiono di orgoglio e grande stimolo a progettare subito la terza edizione, la cui competizione finale si terrà a Bari dal l’8 al 10 aprile 2027”.
Nuovi partecipanti sono quindi attesi per quello che, come sottolineato da Paolo Prinetto, è un programma che “come tutti gli altri programmi della filiera di formazione e addestramento The Big Game è pesantemente basato sul gaming e sulle competizioni, non stiamo formando dei “giocatori”, bensì dei “professionisti” in Cybersicurezza di cui il Paese ha sempre più bisogno».














