Ogni anno, con l’arrivo della maturità, migliaia di studenti in Italia si preparano ad affrontare l’esame che segna la conclusione del percorso scolastico e, per molti, l’inizio di nuove avventure. Tra le opzioni più concrete e in crescita spiccano gli ITS – Istituti Tecnologici Superiori, percorsi post-diploma che formano tecnici altamente specializzati in settori chiave per lo sviluppo del Paese. Ed è proprio in questo momento di transizione che le materie studiate durante le scuole superiori, e in particolare quelle oggetto dell’Esame di Stato, possono giocare un ruolo decisivo.
L’Esame di Stato si articola in più prove: due scritte, rispettivamente la prima di italiano, comune a tutti gli indirizzi, e la seconda su una materia di indirizzo decisa annualmente dal Ministero, e la terza orale, dove il candidato ha l’opportunità di ripercorrere e valorizzare tutto ciò che ha appreso durante il percorso di studi.
Ad incidere maggiormente sul profilo formativo è la seconda prova che, variando in base all’indirizzo scolastico frequentato, verte su una disciplina caratterizzante dell’indirizzo frequentato. Proprio queste materie, spesso di natura tecnica, scientifica o professionale, costituiscono il punto di contatto più diretto con il mondo degli ITS. Ed è qui che il legame tra scuola e formazione post-diploma si fa concreto.
Maturità e futuro: un collegamento diretto con gli ITS

Le materie oggetto della maturità riflettono le competenze acquisite durante il quinquennio e, molto spesso, coincidono con le aree tematiche su cui si fondano i percorsi ITS. Innovazione digitale, industria 4.0, sostenibilità energetica, logistica, meccatronica, agroalimentare: sono solo alcuni dei settori su cui si concentra l’offerta formativa degli ITS, in piena sintonia con le richieste del mercato del lavoro italiano.
In molti casi, infatti, i contenuti appresi durante gli anni delle superiori trovano un naturale proseguimento nei moduli formativi degli ITS, rendendo la transizione più fluida e coerente con le esperienze precedenti.

Chi, ad esempio, ha approfondito informatica o elettronica in un istituto tecnico potrà ritrovare quelle stesse competenze nei corsi ITS legati alle tecnologie dell’informazione o all’automazione industriale. Allo stesso modo, chi proviene da un istituto professionale orientato ai servizi turistici, all’enogastronomia o alla manutenzione tecnica, potrà continuare la propria formazione in percorsi coerenti e immediatamente spendibili.
Anche i liceali, pur con un’impostazione più teorica, possono trovare negli ITS una prosecuzione adeguata: un liceo scientifico, linguistico o tecnologico, pur avendo un’impostazione più teorica, può fornire solide basi per accedere a corsi in ricerca applicata, data science o biotecnologie.
Un trampolino per il lavoro

Un altro aspetto da considerare è che molti ITS richiedono ai candidati il superamento di test d’ingresso, in cui vengono valutate conoscenze e abilità coerenti con quelle maturate durante il percorso scolastico. Una buona preparazione alla maturità facilita anche l’accesso e l’inserimento nei corsi ITS, dove la formazione è strutturata in modo pratico e orientato alle esigenze delle imprese.
La scelta del proprio percorso dopo il diploma non è mai semplice ed è fondamentale orientarsi con maggiore consapevolezza. Le materie delle superiori testate alla maturità non raccontano solo ciò che uno studente ha imparato, ma anche chi è: le sue inclinazioni, i suoi interessi, le sue potenzialità. Valorizzare queste competenze attraverso un percorso tecnico superiore può essere una scelta strategica per inserirsi in modo rapido e qualificato nel mondo del lavoro, con una formazione di alto livello e strettamente connessa ai settori produttivi più dinamici.
In definitiva, capire il legame tra maturità e ITS significa leggere il proprio percorso scolastico non come un capitolo chiuso o una scelta già compiuta, ma come una base solida su cui costruire il proprio futuro, superando in alcuni casi la logica superiori-università o un exit dal sistema formativo prematura verso il mondo del lavoro.













