Decidere il futuro

Iscriversi a un ITS, i dati più utili per orientarsi (dall’ultima valutazione Indire)

Dalla percentuale di occupati al grado di soddisfazione, dai percorsi premiati alle criticità del sistema: cosa raccontano i dati ufficiali Indire sul mondo della formazione tecnologica superiore

Cosa offrono, oggi, gli ITS Academy alle studentesse e agli studenti? Tra occupazione, stage, corsi, differenze tra Nord e Sud e grado di soddisfazione, ecco i risultati principali emersi dal report nazionale di monitoraggio 2025 redatto da Indire, punto per punto.

Un diploma che vale (quasi) un lavoro

Uno dei dati più rilevanti riguarda l’occupazione post-diploma: l’84% dei diplomati ITS del 2023 ha trovato lavoro entro 12 mesi, con un tasso di coerenza tra studi e impiego del 93%. Un dato che conferma la missione principale di questi percorsi, tanto che il report definisce l’occupabilità «il criterio ordinatore degli ITS Academy». Tra le aree tecnologiche, il Sistema meccanica, le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo e la Mobilità sostenibile registrano i risultati migliori: almeno quattro punti sopra la media, con valori prossimi al 90%.

Chi è lo studente tipo degli ITS?

Secondo il report, «il profilo standard dello studente degli ITS Academy continua a essere rappresentato da un maschio, con diploma tecnico, di età compresa tra 18 e 25 anni». Più precisamente, il 73% sono maschi, il 27% femmine. Più della metà degli iscritti (55,1%) proviene da istituti tecnici, ma crescono i diplomati liceali (24,3%). La scarsa presenza di studentesse rispetto ai maschi resta un punto critico da affrontare per gli ITS Academy, specialmente puntando sull’orientamento.

Selezione in ingresso: per alcuni superarla non basta

Le domande di iscrizione nel 2023 sono state 36.352, in crescita di oltre diecimila rispetto all’anno precedente (+38,1%).

Ma attenzione: nel 2023, a fronte di 36.352 domande, 30.730 candidati hanno sostenuto le prove di selezione, e 27.819 sono risultati idonei (il 90,5% dei partecipanti). Tuttavia, solo 11.834 si sono effettivamente iscritti: «Tre idonei su cinque hanno poi deciso di non formalizzare l’iscrizione».

Un modello didattico orientato al lavoro

Il punto di forza degli ITS è un modello formativo basato sull’esperienza. Il 43% delle ore è dedicato a stage, di cui oltre il 92% in azienda. Il 74% delle ore di lezione, inoltre, è tenuto da «docenti provenienti dal mondo del lavoro». Come si legge nel report: «Tanto più gli insegnanti sono portatori di esperienze di ciò che insegnano, tanto più sono in grado di facilitare la significatività dell’apprendimento».
Anche per quest’anno di monitoraggio sono i percorsi dell’area tecnologica della Mobilità sostenibile, come da normativa vigente, a richiedere più ore di stage (51,2%), mentre la distribuzione proporzionale tra ore di teoria e ore di stage è complessivamente uniforme in quasi tutte le altre aree tecnologiche.

Tecnologie 4.0 e laboratori

Il 69% dei percorsi prevede l’utilizzo di tecnologie abilitanti 4.0 (come simulazioni, big data, cloud). I diplomati che frequentano questi corsi hanno «una probabilità più alta, di quasi cinque punti percentuali in più, di trovare occupazione».
L’accesso a tali contenuti, soprattutto la loro pratica in contesti operativi, stimola l’innovazione nelle progettazioni e aumenta la motivazione negli studenti.

Premialità e qualità: dove si eccelle?

Il 57,8% dei percorsi monitorati è stato premiato con fondi aggiuntivi. I risultati migliori si concentrano nel settore meccanico e in quello delle Nuove tecnologie della vita, mentre i corsi meno premiati sono il Sistema casa e il Sistema agro-alimentare.

Nord e Sud: c’è ancora un divario

Le opportunità, purtroppo, non sono distribuite equamente in tutta Italia. Secondo il report Indire, «in tutte le regioni del Nord si registrano percentuali di occupazione superiori alla media»; in Calabria, Sardegna e Molise, invece, «sono occupati meno del 70% dei diplomati». Anche la coerenza tra studi e lavoro cala in queste regioni, con punte minime del 74,1% in Sardegna.
Tuttavia, nel monitoraggio di quest’anno è emerso in positivo il moltiplicarsi di percorsi in alcune regioni del Mezzogiorno precedentemente caratterizzate da una «scarsissima offerta formativa».

Soddisfazione e prospettive

Il 79,2% dei diplomati si dichiara soddisfatto del proprio percorso. Non solo per le prospettive occupazionali, ma anche per l’ambiente formativo: «Negli ITS Academy si praticano attività didattiche innovative perché hanno strutture e un’organizzazione che lo consente».

Restano punti di forza dei percorsi proposti dagli ITS Academy, secondo il report, la presenza di un partenariato forte con le imprese del territorio, la presenza di docenti che provengono da diversi contesti operativi, gli stage con una valenza curricolare significativa, la didattica centrata su metodologie proattive e l’importanza dei laboratori come luoghi non solo di esercitazioni, ma anche di simulazione o produzione.

L’ITS fa per me?

Scegliere un ITS Academy oggi significa optare per un percorso che punta dritto all’occupazione, con una solida rete di imprese partner, esperienze pratiche concrete e uno sguardo al futuro delle competenze. Ma occorre informarsi bene, orientarsi con consapevolezza e prepararsi a un percorso impegnativo, ma gratificante e altamente professionalizzante.

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Francesca Trinchini
Collaboratrice
Giornalista pubblicista. Laureata in Lettere Moderne alla Sapienza (Roma) e allieva del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico" della SISSA (Trieste).
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