Il comparto turistico sta profondamente cambiando, non solo sul fronte delle imprese ma anche lato utente, complice l’artificial intelligence. Secondo i dati dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, un viaggiatore su tre usa l’AI generativa per progettare l’itinerario o scegliere l’esperienza da vivere in viaggio mentre l’investimento – già partito o prossimo- in progetti strutturati di artificial intelligence nel 2025 ha riguardato l’8% degli operatori dell’ospitalità, il 14% delle agenzie di viaggio e il 13% dei fornitori di esperienze all’aria aperta.
Come riportava il Sole 24 Ore, che cita Eleonora Lorenzini, direttrice dell’osservatorio del Politecnico di Milano, «le priorità strategiche in termini di area sono l’efficienza operativa e dei processi e poi la customer experience. A livello tecnologico gli operatori medio-grandi puntano all’88% sull’Ai generativa, business analytics e big data (77%) e machine learning (53%). Sono queste le tecnologie su cui puntano a investire nei prossimi cinque anni gli operatori, le grandi catene alberghiere, Ota, agenzie di viaggio ecc».
Di turismo, e di impatto dell’innovazione Ai-driven, si è parlato anche a Bruxelles dove il 9 e 10 giugno si è tenuto l’EDIH Summit 2026, dal titolo “Strengthening the AI Innovation Ecosystem” (gli EDIH, poli europei dell’innovazione digitale, sono sportelli unici che aiutano le imprese e le organizzazioni del settore pubblico a rispondere alle sfide digitali e a diventare più competitive).
Nel contesto europeo, definito ormai il quadro politico e normativo dell’artificial intelligence, la sfida che i diversi soggetti affrontano è quella dell’implementazione, al fine di ottenere i vantaggi di una spinta tecnologica che passa da infrastrutture, competenze e adeguato supporto.
Il Summit ha anche esaminato il contributo di strumenti condivisi, framework di valutazione e metodologie consolidate nel favorire l’adozione dell’artificial intelligence e nel consentire la diffusione di approcci efficaci tra regioni e settori diversi.
Tra questi ultimi figura il turismo, uno degli ambiti che vede gli ITS Academy italiani formare tecnici nell’area Tecnologie per i beni e le attività artistiche e culturali e per il turismo in numerose regioni del Paese.
Anche il settore turistico europeo sta vivendo una stagione di ridefinizione in virtù dell’artificial intelligence e della robotica, come spiegato anche da Roberto Carraro, founder e owner di CarraroLab, nell’intervento “AI tools per il turismo – From Education to EduAction“.
Adottare piattaforme di intelligenza artificiale è fondamentale per la competitività delle imprese ma come prevede la normativa stessa c’è bisogno di una fase preliminare di formazione, nota come AI Literacy.
Carraro LAB – player innovativo che realizza laboratori e piattaforme immersive e di Intelligenza Artificiale per la formazione, in particolare nel contesto degli ITS Academy – ha sviluppato, per adempiere l’obbligo di formazione ma anche per favorire la progettazione attiva e la personalizzazione dei moduli di formazione, il laboratorio interattivo AI-LITERACY LAB.
Con la giusta formazione, sarà possibile individuare e mitigare i rischi dell’adozione delle varie forme di intelligenza artificiale nelle aziende turistiche ma anche identificare gli strumenti AI specializzati adottabili per le varie esigenze.
Carraro Lab ha già implementato la piattaforma AI Literacy Lab in vari ITS (istituti tecnologici superiori) turistici italiani e realizzato alcune case history per l’AI destination management.
Una tecnologia, infinite potenzialità
Le case history raccontano bene le potenzialità dell’AI al servizio del settore turistico: può rappresentare un tool che aiuta ad affrontare un problema complesso, come l’overtourism, o un alleato per rendere più concreto quel concetto di Phygital che si è imposto, anche nell’industria del viaggio, in particolare a partire dalla pandemia.
Un esempio fra i molti: il workshop Roma Caput Mundi, sviluppato dal Carraro Lab per ITS Turismo Academy Roma, è incentrato sull’esperienza del viaggio nel tempo all’interno del più importante centro storico-archeologico del mondo, quello della Capitale italiana. Attraverso l’utilizzo della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale, gli studenti hanno potuto progettare e sviluppare servizi turistici innovativi in grado di integrare il presente con la ricostruzione della Roma imperiale.
Grazie a questo approccio, la Capitale si trasforma in una “Destinazione Estesa” (Extended Destination), un luogo turistico reale arricchito da esperienze digitali immersive dedicate al suo straordinario passato, al fine di consentire ai visitatori nuove modalità di scoperta e interazione con il patrimonio storico della metropoli.
E poi ancora, la case history ITS Turismo Puglia Virgilio e G7- Una accoglienza innovativa i membri del G7 in Puglia.
La regione di Fasano ha ospitato, dal 13 al 15 giugno 2024, il summit G7, dedicato all’intelligenza artificiale. Virgilio G7 è un laboratorio di intelligenza artificiale per il turismo sviluppato da Carraro Lab per ITS Turismo Puglia.
Attraverso la metodologia della re-generative art, Carraro Lab ha ricostruito il poeta e il suo immaginario in 3D, creando una case history applicativa dell’IA per la promozione turistica e la formazione, riportando in vita i luoghi così come apparivano nell’antichità, e il loro visitatore più illustre, Virgilio.
Il poeta, ripercorrendo il suo viaggio nell’antica Egnazia nel 37 a.C., diventa una vera e propria guida virtuale per i grandi della Terra ospiti dell’evento.
L’intelligenza artificiale può creare nuove e profonde connessioni tra l’antica civiltà romana e il nostro mondo e, proprio come nel Rinascimento, l’Italia dimostra che è possibile infondere nuova vita al mondo antico attraverso l’artificial intelligence.
Ma l’importanza di una literacy pervasiva e specifica non finisce qui.
Comprendere le implicazioni, passare all’azione
L’impatto dell’uso dell’artificial intelligence nelle imprese turistiche – a livello organizzativo, amministrativo, commerciale e imprenditoriale (ad esempio, nello sviluppo di nuovi servizi) – può essere compreso grazie a una sezione di AI Literacy per il turismo che – attraverso simulazioni di ambienti di lavoro come l’albergo, il ristorante, l’agenzia di viaggio, il museo, il punto informativo – illustra come approcciare contesti in cui sono compresenti tecnologie di intelligenza artificiale, forme di robotica intelligente e uomini che hanno esteso le loro professioni grazie all’AI.
La sezione finale della piattaforma AI literacy per il turismo è costituita, infine, da un osservatorio aggiornato sulle applicazioni di intelligenza artificiale utilizzabili per varie funzioni.
Una serie di schede video presentano le principali tipologie applicative, dai servizi di accoglienza alla gestione dinamica dei prezzi, dalla accessibilità alla sostenibilità, dalla traduzione automatica alla personalizzazione del viaggio, dalla gestione dell’overtourism alla gestione della reputazione online. Dalle schede è possibile accedere a tutorial di specifiche soluzioni già disponibili nel mercato, e in qualche caso alla sperimentazione di alcune soluzioni disponibili. In questo modo si passa dell’educazione all’azione, verso una adozione consapevole e efficiente dell’intelligenza artificiale nelle imprese del settore turistico














